Contabilità – Fattura elettronica differita retrodatata: ecco alcuni importanti chiarimenti

Contabilità – Fattura elettronica differita retrodatata: ecco alcuni importanti chiarimenti

Con la nota congiunta del 18 luglio 2019, ANC e Confimi Industria hanno reso noti alcuni importanti chiarimenti in merito alla fattura elettronica differita retrodatata e la data da indicare. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo come funziona.

È possibile retrodatare una fattura elettronica differita

L’Associazione Nazionale dei Commercialisti e Confimi, attraverso la circolare dell’Agenzia delle Entrate numero 14 del 17 giugno 2019, hanno chiarito che è possibile retrodatare una fattura elettronica differita. Questo è possibile anche dopo il giorno 1 luglio 2019. Il dubbio è sorto in quanto, a partire da tale data, vi è l’obbligo di inserire la data in cui viene effettuata la cessione di beni o la prestazione di servizi. In particolare bisogna indicare la data in cui è corrisposto in tutto o in parte il corrispettivo, sempre che sia diversa dalla data di emissione della fattura. Si pensava, quindi, che l’Agenzia delle Entrate avrebbe provveduto a modifica le specifiche tecniche, andando ad inserire due campi: uno per indicare la data di emissione e l’altro quella in cui viene effettuata l’operazione.

Tutto ciò, però, non è avvenuto e al momento è possibile indicare dal punto di vista pratico la data di effettuazione dell’operazione, mentre il SdI, ovvero il Sistema di Interscambio, prende in considerazione la data di emissione della fattura. Allo stesso tempo il SdI considera il termine ultimo oltre il quale la fattura risulta tardiva o omessa.

I consigli di ANC e Confimi Industria

In particolare, l’Associazione Nazionale Commercialisti e Confimi Industria, consigliano, in presenza di fatture differite, di indicare una data diversa da quella in cui viene svolta l’operazione o l’ultimo documento di trasporto, per inserire una data compresa tra il giorno di effettuazione e il termine ultimo di emissione.

Secondo l’ANC e Confimi, inoltre, retrodatare una fattura elettronica differita non è solo possibile, ma, in alcuni casi, quasi necessario. In questo modo, infatti, è possibile evitare interpretazioni diverse dell’Agenzia delle Entrate nel caso in cui la fattura venga datata nei primi giorni del mese successivo. Se tutto questo non bastasse, retrodatando la fattura elettronica differita, è possibile evitare disallineamenti tra i dati gestiti ai fini delle LiPe.

È bene inoltre ricordare che vi sono alcune situazioni in cui non è possibile retrodatare la fattura differita. Tra questi casi si annoverano la fattura triangolare “super differita” o le fatture emesse dalla sede centrale per operazioni gestite dalle proprie filiali.