Introduzione alle Scadenze Fiscali annuali

Alla sezione “incubi” nello schedario onirico individuale di ciascun italiano c’è senza ombra di dubbio una combinazione di parole che al confronto Dario Argento è praticamente un comico, parliamo, nel caso vi fosse ancora qualche dubbio residuo, delle scadenze fiscali. Pagare le tasse è dovere assoluto di ciascun cittadino che si rispetti e non farlo comporta un danno difficilmente calcolabile alle casse dello stato e, di conseguenza, agli altri cittadini. Questo dovere tuttavia viene messo a dura prova dalla

complessità del sistema della penisola, dove burocrazia e labirinti fiscali rappresentano muri molto importanti anche per i soggetti più onesti, dobbiamo infatti sottolineare in tutta franchezza che si tratta non solo di una operazione onerosa per il nostro portafoglio ma anche difficile da completare senza incappare in penali o pagamenti aggiuntivi dovuti a qualche nostra mancanza o errata interpretazione delle norme.

Nel calendario delle scadenze fiscali le persone fisiche possono dirsi maggiormente serene perchè, per loro fortuna, possono cavarsela con un paio di date segnate sul calendario, utili per ricordarsi come pagare le imposte sul reddito e sugli immobili posseduti. Si tratta di scadenze fiscali ricorrenti non semplici da padroneggiare ma che con un minimo di applicazione si posson compilare anche senza doversi necessariamente rivolgere a commercialisti oppure esperti del settore, anche se in caso di multiproprietà o situazioni di rendite particolari è dovere di chi vi scrive consigliarvi una consulenza esperta, questo perhcè è vitale ricordarsi che l’ignoranza non è ammessa ed un errore potrebbe dar luogo a fastidiose code con rilevanti somme da aggiungere a quanto normalmente dovuto (leggasi ovviamente penali).

Il discorso si fa invece estremamente più serio quando si parla di lavoratori autonomi e di piccola e media impresa. Qui ci troviamo di fronte a scadenze numerose e sfaccettate che sono di cadenza mensile e trimestrale e coprono tutta la materia fiscale relativa al commercio; per questo motivo titolari di partita iva e pmi hanno praticamente l’obbligo di affidarsi ad un esperto commercialista che possa guidarli in quello che si può tranquillamente definire un “mare in tempesta”. Questa piccola vena polemica si riferisce alla già citata elefantiaca burocrazia che inibisce la materia ai meno esperti, questo perchè il concetto di penali da aggiungere alle somme dovute in caso di errore si deve ovviamente estendere anche a questo tipo di scadenze fiscali. Dopo il negativo abbiamo però il positivo poichè la recente introduzione della fatturazione elettronica ha portato si una fisiologica difficoltà iniziale, con i soggetti interessati intenti a capire il nuovo regolamento ed uniformarsi ad esso, ma vista l’introduzione di regole legate alla custodia digitale di tutta la documentazione ha visto anche un notevole incremento della facilità di far fronte alle varie scadenze, perchè è ad oggi più semplice comunicare con l’Agenzia delle Entrate e avere il totale della somma dovuta senza doversi districare tra le sabbie mobili come avveniva un tempo.

La confusione maggiore in termini di scadenze fiscali non riguarda però propriamente quando pagare, perchè il calendario di dette scadenze è piuttosto chiaro, si riferisce invece a cosa pagare; a creare grande confusione concorrono senza dubbio il Modello UNICO ed il 730 con diversi soggetti che non hanno idea di quale scadenza rispettare, non avendo ben chiaro appunto cosa pagare. In questo discorso non entreremo in profondità in nessuno dei due modelli, ci limiteremo infatti a sottolineare la macrodifferenza che li allontana sperando di fare chiarezza e rispondere alla domanda, cosa devo pagare?

Entrambi i pomi della discordia hanno la loro scadenza durante i mesi estivi e già in primvera ci si comincia a preparare all’esborso, i lavoratori dipendenti devono però dichiarare solamente le entrate percepite tramite salario e devono per questo motivo preparare il 730, con la maggioranza delle imposte inoltre già inserite in busta paga ogni mese in modo automatico, i professionisti indipendenti con Partita IVA e gli imprenditori devono invece utilizzare il più complesso modello UNICO. Attenzione però ad un fattore davvero molto importante, quando si hanno entrate diverse dal salario (come ad esempio la rendita dovuta da terreni o immobili in affito, per farla il più banale possibile) sarà necessario guardare al modello UNICO ed alla sue scadenze perchè nella dichirazione vi sono introiti che vanno oltre la già tassata busta paga.

Insomma, le scadenze fiscali imposte dallo Stato sono molteplici e non sempre di facile interpretazione, ne abbiamo viste alcune ma ovviamente non abbiamo che scalfito la superficie di una materia assai complessa che ricordiamo, sopratutto per quanto concerne piccole e medie imprese nonchè lavoratori autonomi, richiede la necessità di affidarsi ad un commercialista esperto.