Calcolo cedolare secca

Confronto tra cedolare e tassazione ordinaria degli affitti

Strumento gratuito · Redditi e imposte

Cedolare secca o tassazione ordinaria?

La cedolare secca tassa il canone di locazione con un'imposta sostitutiva che prende il posto di IRPEF, addizionali, registro e bollo. Questo calcolatore mostra quanto paghi con la cedolare, quanto pagheresti con la tassazione ordinaria e qual è la differenza reale in tasca.

  • Tutte le aliquote: 21% canone libero, 10% concordato, 21% e 26% per le locazioni brevi.
  • Confronto affiancato con l'IRPEF e le addizionali sul 95% del canone.
  • Registro e bollo inclusi nel confronto, perché la cedolare li assorbe.
  • Aggiornato al 2026, con il nuovo limite di due immobili per gli affitti brevi.
Calcolatore cedolare secca Imposta dovuta e confronto con la tassazione ordinaria

Il totale dei canoni percepiti nell'anno, prima di qualsiasi imposta.

Serve solo per il confronto con la tassazione ordinaria.

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Il regime

Come funziona la cedolare secca

La cedolare secca è un regime facoltativo riservato alle persone fisiche che concedono in locazione immobili abitativi al di fuori dell'esercizio di un'attività d'impresa. Il canone percepito non entra nel reddito complessivo IRPEF: viene tassato separatamente con un'imposta sostitutiva.

L'opzione assorbe anche l'imposta di registro annuale (normalmente il 2% del canone, per metà a carico del locatore) e l'imposta di bollo sul contratto. È un vantaggio spesso trascurato nei confronti, ma che pesa: su un canone di 10.000 euro annui sono circa 116 euro all'anno.

Il contraltare è la rinuncia all'aggiornamento del canone, compreso l'adeguamento ISTAT, per tutta la durata dell'opzione. La rinuncia va comunicata all'inquilino con raccomandata prima di esercitare l'opzione.

Le due strade

Cedolare: canone × 21%
Ordinaria: canone × 95% × aliquota IRPEF

Nella tassazione ordinaria il canone concorre al reddito complessivo dopo un abbattimento forfettario del 5%, che sale al 35% per i contratti a canone concordato nei Comuni ad alta tensione abitativa.

Attenzione alle detrazioniUscendo dal reddito complessivo, il canone tassato con cedolare riduce la capienza per detrazioni e deduzioni. Chi ha molte spese detraibili e redditi contenuti dovrebbe verificare il conto complessivo, non solo il confronto tra aliquote.

Quanto si paga

Le aliquote applicabili

Tipo di contrattoAliquotaCondizioni
Canone libero (4+4)21%Immobile abitativo, locatore persona fisica
Canone concordato (3+2)10%Comuni ad alta tensione abitativa, accordi territoriali
Transitorio concordato10%Stesse condizioni del concordato
Studenti universitari concordato10%Comuni sede di università
Locazione breve, primo immobile21%Contratti fino a 30 giorni
Locazione breve, dal secondo immobile26%Massimo due immobili dal 2026
Negozi C/1 fino a 600 mq21%Solo per contratti stipulati nel 2019

Novità 2026Il numero di appartamenti destinabili alla locazione breve in regime agevolato scende da quattro a due. Chi supera questa soglia svolge attività imprenditoriale: servono partita IVA, iscrizione alla Camera di Commercio e tassazione ordinaria del reddito d'impresa. Restano fermi gli obblighi del codice identificativo nazionale e delle comunicazioni alle autorità locali.

La convenienza

Quando conviene davvero

La cedolare conviene se
  • La tua aliquota marginale IRPEF è del 33% o 43%.
  • Hai poche detrazioni da recuperare e nessun rischio di incapienza.
  • Il contratto è a canone concordato e puoi accedere al 10%.
  • Vuoi certezza sul carico fiscale, senza dipendere dagli altri redditi.
Meglio verificare se
  • Sei nel primo scaglione IRPEF al 23% e hai molte detrazioni.
  • Prevedi di dover aggiornare il canone nei prossimi anni.
  • Il canone rappresenta la parte prevalente del tuo reddito.
  • Hai spese di ristrutturazione da detrarre in dieci anni.

Un esempio concreto: su un canone di 9.600 euro annui, con aliquota marginale IRPEF del 33% e addizionali al 2%, la cedolare al 21% costa 2.016 euro. La tassazione ordinaria costa 3.192 euro di IRPEF e addizionali sul 95% del canone, più circa 112 euro tra registro e bollo: oltre 1.280 euro di differenza a favore della cedolare.

Il quadro si ribalta raramente, ma succede: con aliquota al 23%, contratto concordato e forti detrazioni da recuperare, la tassazione ordinaria con l'abbattimento del 35% può risultare più leggera. Vale sempre la pena fare il conto prima di esercitare l'opzione.

Adempimenti

Come si esercita l'opzione

Comunicazione all'inquilino

Prima dell'opzione va inviata raccomandata con cui si rinuncia all'aggiornamento del canone per tutta la durata scelta.

Opzione nel modello RLI

Si esercita alla registrazione del contratto oppure entro 30 giorni dalla scadenza dell'annualità precedente, con il modello RLI telematico.

Versamento con F24

Saldo e primo acconto entro il 30 giugno, secondo acconto entro il 30 novembre. L'acconto è pari al 100% dell'imposta dell'anno precedente.

Da sapereL'opzione vale per l'intera annualità e per tutti i locatori che la esercitano: se l'immobile ha più proprietari, chi non opta continua a essere tassato con IRPEF sulla propria quota, ma l'imposta di registro resta comunque dovuta per intero da chi non ha optato.

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Domande frequenti

FAQ

Che cos'è la cedolare secca?
È un regime facoltativo di tassazione dei canoni di locazione di immobili abitativi: il canone viene tassato con un'imposta sostitutiva, uscendo dal reddito complessivo IRPEF. Sostituisce IRPEF, addizionali, imposta di registro e imposta di bollo sul contratto.
Quali sono le aliquote?
L'aliquota ordinaria è il 21%. Scende al 10% per i contratti a canone concordato nei Comuni ad alta tensione abitativa. Per le locazioni brevi si applica il 21% sul primo immobile e il 26% dal secondo.
Che cosa cambia nel 2026 per gli affitti brevi?
Il numero di appartamenti che possono essere destinati a locazione breve in regime fiscale agevolato è sceso da quattro a due. Oltre questa soglia l'attività si considera imprenditoriale, con obbligo di partita IVA e tassazione ordinaria d'impresa.
Quando conviene la cedolare secca?
Quasi sempre a chi ha un'aliquota marginale IRPEF del 33% o del 43%, perché il 21% è molto più basso. Può non convenire a chi ha redditi bassi e molte detrazioni da recuperare, perché il canone tassato con cedolare esce dal reddito complessivo e riduce la capienza per le detrazioni.
Che cos'è il canone concordato?
È un contratto stipulato secondo gli accordi territoriali tra organizzazioni di proprietari e inquilini, con canone entro limiti prestabiliti. In cambio del canone calmierato dà diritto all'aliquota agevolata del 10% e, nella tassazione ordinaria, alla riduzione del 30% della base imponibile.
Con la cedolare posso aumentare il canone?
No. Optando per la cedolare secca si rinuncia, per tutta la durata dell'opzione, alla facoltà di chiedere l'aggiornamento del canone, compreso l'adeguamento ISTAT. La rinuncia va comunicata all'inquilino con lettera raccomandata.
Come si versa l'imposta?
Con modello F24, negli stessi termini dell'IRPEF: saldo e primo acconto entro il 30 giugno, secondo acconto entro il 30 novembre. L'acconto è pari al 100% dell'imposta dell'anno precedente.
L'opzione è definitiva?
No. Si esercita in sede di registrazione del contratto o per le annualità successive, e può essere revocata entro 30 giorni dalla scadenza dell'annualità precedente. Dopo la revoca è possibile rientrare negli anni successivi.

Contenuto e calcoli a scopo informativo, aggiornati alla normativa vigente nel 2026. Gli importi ottenuti sono stime: la normativa è soggetta a modifiche e ogni situazione ha le sue specificità. Per il tuo caso concreto affidati sempre a un professionista: contatta Contabilità Fiscale per una consulenza dedicata o per un preventivo di contabilità senza impegno.

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