Calcolo split payment

Scissione dei pagamenti verso la Pubblica Amministrazione

Strumento gratuito · IVA e fatturazione

Split payment: quanto incassi davvero

Con la scissione dei pagamenti la fattura verso la Pubblica Amministrazione espone regolarmente l'IVA, ma quell'imposta non arriva mai sul tuo conto: la versa direttamente l'ente. Questo calcolatore separa le due componenti e ti dice esattamente quanto verrà bonificato.

  • Nei due sensi: dall'imponibile al totale documento e viceversa.
  • Tutte le aliquote IVA italiane già pronte.
  • Prorogato al 30 giugno 2029 dalla decisione UE 2026/1728.
  • Con i promemoria sulla dicitura in fattura e sul codice esigibilità S.
Calcolatore split payment Quanto incassi e quanto versa l'ente pubblico

L'importo della prestazione o della fornitura, senza IVA.

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Il meccanismo

Come funziona la scissione dei pagamenti

Lo split payment, introdotto dall'articolo 17-ter del DPR 633/1972, ribalta il normale funzionamento dell'IVA. Di regola il fornitore incassa imponibile e imposta dal cliente e poi versa l'IVA all'Erario. Con la scissione dei pagamenti, invece, l'ente pubblico paga al fornitore solo l'imponibile e versa l'imposta direttamente allo Stato.

La fattura si emette come sempre, con l'IVA esposta e l'aliquota corretta: cambia solo chi materialmente versa l'imposta. Per chi emette il documento l'operazione resta a tutti gli effetti un'operazione attiva, concorre al volume d'affari e va annotata nel registro delle fatture emesse, ma l'IVA non entra nella liquidazione periodica a debito.

La misura nasce come strumento antifrode e richiede un'autorizzazione dell'Unione Europea, perché deroga alle regole comuni sull'IVA. Per questo viene rinnovata periodicamente.

In pratica

Fattura 1.220 €
→ a te 1.000 €
→ all'Erario 220 €

Su un imponibile di 1.000 euro con IVA al 22% il totale documento resta 1.220 euro, ma l'ente ti bonifica 1.000 euro e versa 220 euro direttamente allo Stato.

Proroga confermataIl meccanismo è stato prorogato fino al 30 giugno 2029 dalla decisione di esecuzione (UE) 2026/1728 del Consiglio, pubblicata il 15 luglio 2026 e operativa dal 1° luglio 2026: nessuna interruzione rispetto al termine precedente.

Ambito di applicazione

Chi rientra e chi resta fuori

Lo split payment si applica
Cessioni e prestazioni verso questi soggetti
  • Pubbliche amministrazioni destinatarie della fatturazione elettronica obbligatoria: Stato, Regioni, Comuni, scuole, ASL, università.
  • Enti pubblici economici e fondazioni partecipate da amministrazioni pubbliche.
  • Società controllate direttamente o indirettamente da amministrazioni centrali e locali.
  • Società partecipate incluse negli elenchi pubblicati annualmente dal Dipartimento delle Finanze.
Lo split payment non si applica
Casi di esclusione
  • Compensi soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta o di acconto (art. 17-ter, comma 2): tipicamente le parcelle dei professionisti.
  • Operazioni già soggette a reverse charge.
  • Società quotate nell'indice FTSE MIB, uscite dal meccanismo dal 1° luglio 2025.
  • Operazioni certificate con scontrino o ricevuta fiscale, e regimi speciali IVA (editoria, agenzie di viaggio, regime del margine).

Attenzione ai professionistiL'esclusione dei compensi soggetti a ritenuta è il punto più frainteso della disciplina. Se un professionista emette parcella a un Comune con ritenuta d'acconto del 20%, lo split payment non si applica: l'ente paga anche l'IVA, che il professionista versa normalmente. Per quel calcolo usa il nostro calcolatore della ritenuta d'acconto.

Adempimenti

Come si compila la fattura

IVA esposta normalmente

Imponibile e imposta si indicano come in qualsiasi altra fattura, con l'aliquota propria dell'operazione. Non si emette una fattura senza IVA.

Dicitura obbligatoria

Va riportata la formula «scissione dei pagamenti ai sensi dell'art. 17-ter del DPR 633/1972», che segnala all'ente il regime applicato.

Codice esigibilità S

Nel file XML della fattura elettronica il campo EsigibilitaIVA va valorizzato con S (scissione dei pagamenti) invece di I o D.

AspettoFattura ordinariaSplit paymentReverse charge
IVA in fatturaEspostaEspostaNon esposta
Chi incassa l'IVAIl fornitoreNessuno: la versa l'enteNessuno
Chi versa l'IVAIl fornitoreL'ente pubblicoIl cliente, con integrazione
Codice esigibilità XMLI oppure DS
Effetto sulla liquidazioneIVA a debitoNessuna IVA a debitoIVA a debito e a credito per il cliente

Effetti finanziari

L'impatto sulla liquidità

Il principale effetto dello split payment è finanziario. Chi lavora in prevalenza con la Pubblica Amministrazione continua a pagare l'IVA sugli acquisti, e quindi a maturare imposta a credito, ma non incassa più l'IVA sulle vendite. Il risultato è un credito IVA strutturale che cresce di periodo in periodo.

Per compensare questo squilibrio la normativa riconosce a questi soggetti l'accesso ai rimborsi IVA in via prioritaria, con tempi di erogazione più rapidi rispetto alla procedura ordinaria. In alternativa il credito può essere utilizzato in compensazione orizzontale nel modello F24 per pagare altri tributi e contributi, nel rispetto dei limiti e degli obblighi di apposizione del visto di conformità.

Chi fattura regolarmente alla PA dovrebbe quindi pianificare con attenzione la propria posizione IVA: scegliere la periodicità di liquidazione più adatta, valutare la richiesta di rimborso trimestrale quando ne ricorrono i presupposti e tenere sotto controllo il credito accumulato. È uno degli aspetti su cui conviene farsi affiancare da un professionista.

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Domande frequenti

FAQ

Che cos'è lo split payment?
È il meccanismo della scissione dei pagamenti previsto dall'articolo 17-ter del DPR 633/1972: il fornitore emette la fattura con IVA, ma l'ente pubblico gli paga solo l'imponibile e versa direttamente all'Erario l'imposta. Serve a contrastare le frodi e i mancati versamenti IVA.
Chi applica lo split payment?
Le pubbliche amministrazioni destinatarie della fatturazione elettronica obbligatoria, gli enti e le società controllate direttamente o indirettamente da amministrazioni centrali e locali. Dal 1° luglio 2025 sono invece uscite dal meccanismo le società quotate incluse nell'indice FTSE MIB.
Fino a quando resta in vigore?
Lo split payment è stato prorogato fino al 30 giugno 2029 con la decisione di esecuzione (UE) 2026/1728 del Consiglio, pubblicata il 15 luglio 2026. L'autorizzazione opera con effetto dal 1° luglio 2026, quindi non c'è stata alcuna interruzione.
Le prestazioni soggette a ritenuta d'acconto rientrano nello split payment?
No. L'articolo 17-ter, comma 2 esclude espressamente i compensi per prestazioni di servizi assoggettati a ritenuta alla fonte a titolo di imposta o di acconto. Il professionista che fattura alla PA con ritenuta d'acconto quindi incassa anche l'IVA e la versa normalmente.
Che cosa cambia per chi emette la fattura?
L'IVA esposta in fattura non viene incassata e non entra nella liquidazione periodica a debito. L'operazione resta un'operazione attiva a tutti gli effetti e concorre al volume d'affari, ma l'imposta è versata dall'ente.
Come si indica lo split payment in fattura?
Si espone regolarmente l'IVA e si aggiunge la dicitura «scissione dei pagamenti ai sensi dell'art. 17-ter del DPR 633/1972». Nel file XML della fattura elettronica si valorizza l'esigibilità IVA con il codice S.
Lo split payment genera credito IVA?
Spesso sì. Chi lavora prevalentemente con la PA continua a detrarre l'IVA sugli acquisti ma non incassa quella sulle vendite: matura così un credito strutturale. È previsto l'accesso ai rimborsi IVA in via prioritaria per attenuare l'impatto finanziario.
Che differenza c'è tra split payment e reverse charge?
Nello split payment il fornitore espone l'IVA in fattura ma non la incassa: il versamento spetta al cliente pubblico. Nel reverse charge la fattura viene emessa senza IVA e il cliente integra il documento assolvendo l'imposta con il meccanismo dell'inversione contabile.

Contenuto e calcoli a scopo informativo, aggiornati alla normativa vigente nel 2026. Gli importi ottenuti sono stime: la normativa è soggetta a modifiche e ogni situazione ha le sue specificità. Per il tuo caso concreto affidati sempre a un professionista: contatta Contabilità Fiscale per una consulenza dedicata o per un preventivo di contabilità senza impegno.

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