Compenso professionista lordo e netto

Parcella completa con rivalsa INPS, cassa, IVA e ritenuta

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Fra rivalsa INPS, contributo integrativo, IVA e ritenuta d'acconto, il totale di una parcella non è mai immediato. Questo calcolatore mette in fila tutte le voci e ti dice quanto ti verrà effettivamente bonificato — oppure quanto devi chiedere per incassare la cifra che hai in mente.

  • Rivalsa INPS 4% della Gestione Separata, trattata correttamente ai fini IVA e ritenuta.
  • Contributo integrativo delle casse private al 2%, 4% o 5%, che non entra nella base della ritenuta.
  • Calcolo inverso: dal netto desiderato al compenso da fatturare.
  • Anche per i forfettari: senza IVA e senza ritenuta, con o senza rivalsa.
Calcolatore della parcella Dal compenso al totale fattura, e dal netto al compenso

L'onorario della prestazione, senza contributi né IVA.

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Come si compone

Le voci di una parcella

Una fattura di prestazione professionale si costruisce sempre nello stesso ordine. Si parte dal compenso concordato con il cliente. Si aggiunge, se prevista, la quota previdenziale: la rivalsa INPS del 4% per chi è iscritto alla Gestione Separata, oppure il contributo integrativo per chi appartiene a una cassa professionale. La somma delle due voci forma l'imponibile IVA.

Sull'imponibile si calcola l'IVA, ottenendo il totale del documento. Infine, se il cliente è sostituto d'imposta, si sottrae la ritenuta d'acconto del 20%: quello che resta è il netto che arriva sul conto corrente.

Il punto delicato è capire su che cosa si calcola la ritenuta. La regola è semplice ma spesso fraintesa: la rivalsa INPS fa parte del compenso e quindi subisce la ritenuta, mentre il contributo integrativo delle casse private è una somma destinata all'ente previdenziale e resta fuori sia dalla ritenuta sia dal reddito imponibile.

L'ordine delle operazioni

Compenso + contributo = imponibile IVA
+ IVA = totale fattura
− ritenuta = netto

Compenso 1.000 euro, rivalsa 4%, IVA 22%, ritenuta 20%: imponibile 1.040 euro, IVA 228,80 euro, totale 1.268,80 euro, ritenuta 208 euro, netto 1.060,80 euro.

Gestione Separata 2026L'aliquota per i liberi professionisti senza altra copertura previdenziale è il 26,07%; chi è pensionato o già iscritto ad altra gestione obbligatoria versa il 24%. Il reddito minimale per l'accredito è di 18.808 euro.

La differenza che conta

Rivalsa INPS e contributo integrativo a confronto

Rivalsa INPS 4%
Gestione Separata — professionisti senza cassa
  • Prevista dall'articolo 1, comma 212 della legge 662/1996: è una facoltà, non un obbligo.
  • Concorre alla base imponibile IVA.
  • È soggetta a ritenuta d'acconto del 20%.
  • Costituisce reddito imponibile per il professionista.
  • Non sostituisce il versamento dei contributi, che resta interamente a carico del professionista.
Contributo integrativo cassa
Casse professionali private (di regola 4%)
  • È obbligatorio secondo il regolamento della cassa di appartenenza.
  • Concorre alla base imponibile IVA.
  • Non è soggetto a ritenuta d'acconto.
  • Non costituisce reddito: viene interamente girato alla cassa.
  • La percentuale varia per categoria: 2%, 4% o 5% a seconda dell'ente.

Errore frequenteApplicare la ritenuta d'acconto sul contributo integrativo della cassa è sbagliato e porta a un netto più basso del dovuto. Allo stesso modo, escludere la rivalsa INPS dalla base della ritenuta significa versare meno acconto di quanto previsto. Il calcolatore applica automaticamente la regola corretta in base al contributo selezionato.

Nella pratica

Esempi a confronto

CasoCompensoContributoImponibileIVA 22%TotaleRitenutaNetto
Rivalsa INPS 4%1.000,00 €40,00 €1.040,00 €228,80 €1.268,80 €208,00 €1.060,80 €
Cassa 4%1.000,00 €40,00 €1.040,00 €228,80 €1.268,80 €200,00 €1.068,80 €
Senza contributo1.000,00 €1.000,00 €220,00 €1.220,00 €200,00 €1.020,00 €
Forfettario con rivalsa1.000,00 €40,00 €1.040,00 €1.040,00 €1.040,00 €

La differenza fra le prime due righe è tutta nella base della ritenuta: 8 euro di netto in più per il professionista iscritto a una cassa privata. Su parcelle di importo rilevante lo scostamento diventa significativo, ed è il motivo per cui vale la pena impostare correttamente il gestionale fin dall'inizio.

Nel caso del forfettario la fattura non espone IVA e non subisce ritenuta: il netto coincide con il totale del documento. Attenzione però al fatto che la rivalsa INPS incassata concorre ai ricavi e quindi al calcolo del reddito imponibile forfettario.

Il calcolo inverso

Dal netto al compenso

Parti dalla cifra concordata

Capita spesso di accordarsi su quanto il professionista deve incassare «in mano», non su quanto scrivere in fattura.

Imposta contributo, IVA e ritenuta

Il calcolatore ricostruisce il coefficiente complessivo e divide il netto desiderato per quel valore, ottenendo il compenso da indicare.

Verifica il totale documento

Il cliente paga il totale fattura meno la ritenuta: controlla che l'importo complessivo sia coerente con quanto pattuito.

EsempioPer incassare esattamente 1.000 euro netti con rivalsa INPS 4%, IVA 22% e ritenuta 20%, il compenso da indicare in fattura è 942,68 euro: rivalsa 37,71 euro, imponibile 980,39 euro, IVA 215,69 euro, totale 1.196,08 euro, ritenuta 196,08 euro.

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Domande frequenti

FAQ

Che differenza c'è tra rivalsa INPS e contributo integrativo della cassa?
La rivalsa INPS del 4% spetta a chi è iscritto alla Gestione Separata: concorre alla base imponibile IVA, è soggetta a ritenuta d'acconto e costituisce reddito imponibile. Il contributo integrativo delle casse private (di regola il 4%) concorre alla base IVA ma non è soggetto a ritenuta e non costituisce reddito, perché viene girato alla cassa di appartenenza.
La rivalsa INPS del 4% è obbligatoria?
No, è una facoltà. L'articolo 1, comma 212 della legge 662/1996 consente al professionista iscritto alla Gestione Separata di addebitare al committente il 4% del compenso. Il versamento dei contributi resta comunque interamente a carico del professionista.
La ritenuta d'acconto si calcola anche sulla rivalsa?
Sì. Poiché la rivalsa INPS costituisce parte del compenso, va assoggettata a ritenuta d'acconto del 20% insieme al compenso stesso. Il contributo integrativo delle casse professionali invece resta fuori dalla base della ritenuta.
Qual è l'aliquota della Gestione Separata nel 2026?
Per i liberi professionisti senza altra copertura previdenziale l'aliquota è il 26,07%. Chi è già pensionato o iscritto ad altra gestione obbligatoria versa il 24%. Il reddito minimale per l'accredito dell'anno è di 18.808 euro.
Il calcolo vale anche per i forfettari?
Sì, impostando IVA «senza IVA» e ritenuta «nessuna». Chi applica il regime forfettario non addebita l'IVA e non subisce la ritenuta, ma può comunque esporre la rivalsa INPS del 4% se iscritto alla Gestione Separata: in quel caso la rivalsa concorre al reddito imponibile.
Come faccio a incassare esattamente una cifra concordata?
Usa la modalità «Dal netto desiderato»: inserisci l'importo che vuoi ricevere e lo strumento calcola a ritroso il compenso da indicare in fattura, con tutte le voci accessorie.
Il bollo da 2,00 euro rientra in questo calcolo?
No, va aggiunto a parte quando la fattura non espone IVA e supera 77,47 euro. Per quel conteggio puoi usare il nostro calcolatore della marca da bollo.
Devo versare i contributi anche se non applico la rivalsa?
Sì. I contributi previdenziali sono dovuti in ogni caso sul reddito prodotto: la rivalsa serve solo a recuperare dal cliente una parte del loro costo, ma non sostituisce né riduce il versamento dovuto.

Contenuto e calcoli a scopo informativo, aggiornati alla normativa vigente nel 2026. Gli importi ottenuti sono stime: la normativa è soggetta a modifiche e ogni situazione ha le sue specificità. Per il tuo caso concreto affidati sempre a un professionista: contatta Contabilità Fiscale per una consulenza dedicata o per un preventivo di contabilità senza impegno.

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