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Il trattamento di fine rapporto si accumula con una regola semplice: ogni anno una quota pari alla retribuzione divisa per 13,5, che poi si rivaluta. Questo calcolatore proietta l'accantonamento su più anni, applicando la rivalutazione di legge e mostrando le imposte sulle rivalutazioni.
La retribuzione lorda annua che concorre al TFR, mensilità aggiuntive comprese.
La rivalutazione è 1,5% + 75% di questo valore.
Risultato
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Il meccanismo
Il TFR è una retribuzione differita: matura durante il rapporto di lavoro e viene liquidata alla cessazione. La regola di calcolo è fissata dall'articolo 2120 del codice civile: ogni anno si accantona una quota pari alla retribuzione utile divisa per 13,5, cioè circa il 7,41%.
Da questa quota si sottrae lo 0,50% della retribuzione, che il datore versa al fondo pensioni INPS come contributo aggiuntivo. Il netto che si accantona è quindi attorno al 6,91% della retribuzione annua.
Il fondo accumulato negli anni precedenti si rivaluta al 31 dicembre di ogni anno con un tasso pari all'1,5% fisso più il 75% dell'aumento dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo. La quota maturata nell'anno in corso non partecipa alla rivalutazione dello stesso anno.
Le due formule
Con un'inflazione al 2% il tasso di rivalutazione è del 3%: l'1,5% fisso più l'1,5% derivante dal 75% del 2%.
Chi custodisce il TFRNelle aziende con meno di 50 dipendenti resta in azienda; in quelle più grandi viene versato al Fondo di Tesoreria INPS. Se il lavoratore lo destina alla previdenza complementare, confluisce invece nel fondo pensione scelto.
Quanto resta netto
TFR in fondo pensioneChi destina il TFR alla previdenza complementare accede a una tassazione più favorevole: l'aliquota parte dal 15% e si riduce dello 0,30% per ogni anno di partecipazione oltre il quindicesimo, fino a un minimo del 9%. In cambio si rinuncia alla rivalutazione garantita di legge, sostituita dal rendimento della linea di investimento scelta.
Quando si può chiedere
L'anticipazione si può chiedere una sola volta nel corso del rapporto, dopo otto anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro.
Per spese sanitarie straordinarie, acquisto della prima casa per sé o per i figli, congedi parentali o per la formazione.
Le richieste sono soddisfatte entro il 10% degli aventi diritto e il 4% del totale dei dipendenti, salvo condizioni migliorative del contratto collettivo.
Alla cessazione del rapporto il TFR va liquidato nei termini previsti dal contratto collettivo applicato, di norma entro il mese o i mesi successivi alla data di cessazione. In caso di insolvenza del datore di lavoro interviene il Fondo di garanzia INPS, che si sostituisce all'azienda nel pagamento.
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Somma retribuzione, contributi a carico azienda, TFR e mensilità aggiuntive.
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Domande frequenti
Contenuto e calcoli a scopo informativo, aggiornati alla normativa vigente nel 2026. Gli importi ottenuti sono stime: la normativa è soggetta a modifiche e ogni situazione ha le sue specificità. Per il tuo caso concreto affidati sempre a un professionista: contatta Contabilità Fiscale per una consulenza dedicata o per un preventivo di contabilità senza impegno.